Diventare elettricista è il sogno di molti, ragazzi e non, che hanno sviluppato una passione e che intendono farla fruttare. Nel corso degli anni questo genere di lavoro non ha conosciuto periodi di crisi ed è per questo motivo che questo genere di professione rimane sempre tra le più concrete ed ambite.

L’elettricista serve sempre e nella comunità in cui opera, rappresenta un punto di riferimento. Ultimamente per effetto dell’allargamento del mercato grazie a vari siti internet che offrono notevole visibilità, questo mestiere si è evoluto e in alcuni casi si è allargato ad altre mansioni nel campo dell’elettronica.

Se anche tu hai intenzione di diventare un installatore di impianti (il nome che identifica la professione di elettricista), ti conviene conoscere i vari passaggi richiesti dalla normativa vigente.

Qual è l’iter necessario che occorre seguire per diventare un elettricista? È ciò che vedremo nei vari paragrafi che seguono.

 

Con quale titolo di studi si diventa elettricista?

 

Per esercitare come elettricista occorre avere un titolo di studi adeguato e, nella maggior parte dei casi, di un periodo di tempo necessario come apprendista per entrare in possesso delle competenze professionali. Vediamo caso per caso qual è il percorso da sostenere, facendo una prima suddivisione in base ai titoli e al periodo di apprendistato:

  • Coloro che hanno intenzione di diventare elettricisti dovendo scegliere un indirizzo di studi, dovranno iscriversi ad un Istituto Tecnico Specializzato. Chi è in procinto di scegliere quale scuola superiore frequentare farà bene a tenerlo in considerazione visto che l’elettricista ha bisogno di un Diploma di maturità e un anno continuativo come dipendente in una impresa del settore.
  • Si può anche ottenere l’Attestato Professionale che si ottiene frequentando un corso professionale in Istituti riconosciuti dalla Regione e due anni consecutivi passati in qualità di operaio specializzato alle dipendenze di un’impresa del settore.
  • I titoli di studio universitari riconosciuti sono Ingegneria, Architettura e Fisica, in questo unico caso non è necessario un tempo minimo di apprendistato derivato dall’essere stato assunto da una ditta di settore.
  • In assenza di titoli si può diventare elettricisti dimostrando di avere operato come dipendente di una impresa di settore per almeno tre anni consecutivi, come operaio installatore.

 

Come diventare elettricista in proprio?

 

La professione di installatore di impianti si può svolgere alle dipendenze di un’azienda oppure aprendosi una propria Partita Iva. Non serve sottolineare le differenze tra svolgere un’attività presso un datore di lavoro e esercitarla come professionista.

Vediamo il caso in cui tu abbia intenzione di diventare un elettricista in proprio aprendoti la tua Partita Iva.

La burocrazia italiana è abbastanza scoraggiante poiché lavora per comparti stagni che non comunicano fra di loro. Nonostante i passi avanti fatti grazie alla digitalizzazione degli enti pubblici, siamo ancora lontani dagli altri paesi avanzati in cui basta un classico sito internet nel quale è sufficiente seguire le informazioni a video per completare tutto l’iter necessario ad aprire una propria attività.

Detto questo conviene avere un aiuto da qualcuno che sia allenato a svolgere questo compito, non può che trattarsi di un bravo commercialista. Le spese in più da affrontare ammontano a qualche centinaio di euro (si può arrivare fino a 500 euro), ma sono ben spesi se si tiene conto delle informazioni necessarie e delle inefficienze a cui si va incontro parlando con uffici pubblici.

Se invece si ha voglia ed un minimo di esperienza per fare da soli vediamo i vari passaggi necessari uno per uno:

  • Abilitazione alla professione di installatore di impianti elettrici con iscrizione alla Camera di Commercio, ciò renderà effettivo l’appartenenza al registro degli artigiani. Si riceve un’abilitazione che viene classificata con la lettera A, mediante la quale si può esercitare come installatore di:
    • impianti elettrici;
    • di protezione contro le scariche atmosferiche;
    • di auto produzione di energia elettrica;
    • di automazione di porte, cancelli e barriere automatiche,
  • Acquisizione della Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate;
  • Iscrizione come artigiano ai fini dell’INPS;
  • Iscrizione e pagamento per la protezione infortunistica e malattia INAIL;

 

L’Agenzia delle Entrate necessita di un Codice Ateco che serve per inquadrare il tipo di attività svolta. L’installatore di impianti può far riferimento a diversi codici Ateco, di seguito una chiave di lettura progressiva utile ad identificare il proprio:

  • 43 identifica i lavori di costruzione specializzati
  • 43.2 riguarda l’installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione e installazione
  • 43.21 è riferito all’installazione di impianti elettrici
  • 43.21.0 vale per l’installazione di impianti elettrici ed elettronici, con inclusione delle attività di manutenzione e riparazione

Detto ciò occorre andare ancora più in profondità individuando le attività appartenente alle varie sottocategorie:

  • 43.21.01 riguarda l’installazione di impianti elettrici in tutti i tipi di edifici e nelle strutture di genio civile (connessioni elettriche, cablaggio, impianti di illuminazione):
    – installazione di impianti per collegare gli elettrodomestici e in generale gli apparecchi elettrici
    – installazione di impianti fotovoltaici
  • 43.21.02 riguarda l’installazione di impianti elettronici con riferimento al cablaggio per le telecomunicazioni, reti di elaboratori e sistemi televisivi via cavo, (fibre ottiche comprese), installazione di parabole satellitari, impianti di segnalazione d’incendio, sistemi di allarme antifurto
  • 43.21.03 Installazione impianti di illuminazione stradale e dispositivi elettrici di segnalazione, illuminazione delle piste degli aeroporti (manutenzione e riparazione inclusa).

Vale la pena puntualizzare che il codice 43.21 non comprende la costruzione di linee di comunicazione, di linee elettriche e il monitoraggio ed il controllo a distanza di sistemi elettronici di sicurezza come possono essere ad esempio i sistemi di allarme antifurto e antincendio.

 

La scelta del regime fiscale adeguato alle proprie esigenze

 

Diventare elettricista, se si hanno tutti i requisiti richiesti, non è così difficile specie se si viene assistiti da un professionista. Cosa diversa è invece capire le tasse che saranno da pagare a fronte dei redditi prodotti. In questo caso il commercialista è d’obbligo visto che la normativa è stata profondamente revisionata a partire dal 1 gennaio 2019.

Occorre tener presente che la quota da versare all’INPS è una quota fissa da corrispondere ogni 3 mesi e che ammonta a circa 3800 euro l’anno. Bisogna tenere a mente questo importo per farsi due calcoli di convenienza, prima di aprire una Partita Iva.

Il regime forfettario ha inserito la cosiddetta flat tax al 15% per redditi fino a 65.000 euro di ricavi. Nel 2020 il limite di reddito è stato alzato a 100.000 euro con imposizione fiscale, dello scaglione da 65.000 euro fino a 100.000, del 20%.

L’obbligo di fatturazione elettronica decade per coloro che hanno redditi fino a 65.000 euro, nel 2020 tale obbligo rientrerà solo per coloro il cui reddito è compreso nella fascia tra 65.001 a 100.000 euro.

Ora fai attenzione a questo passaggio poiché nessuno lo dice con chiarezza. Lo Stato italiano funziona per anticipi sulle future tasse da pagare, ciò significa che il secondo anno di attività andranno pagate le tasse dell’anno passato e parte di quelle che si stanno producendo per l’anno in corso.

A conti fatti si tratta di parecchi soldi che spesso e volentieri mandano in crisi le nuove attività. Fatti bene i conti se vuoi aprire una Partita Iva poiché la tassazione, ma soprattutto la modalità prevista per pagarle potrebbe sorprenderti in negativo.

 

Conclusioni

 

L’elettricista è un mestiere richiesto e ambito più di molte professioni che oggi vivono una stagione difficile, basti pensare, per fare un esempio, alla professione di avvocato che nel giro di pochi anni ha perso il suo fascino.

L’elettricista svolge una funzione determinante che ha ricevuto un notevole impulso a causa dell’esplosione di Internet e delle reti di telecomunicazione.

Internet ha pure modificato la parte commerciale di questo lavoro rendendolo più trasparente e accessibile.

Chi cerca concretezza per il proprio futuro fa bene a valutare seriamente di intraprendere questo percorso.